I Pozzi Veneziani – (breve storia)

VENEZIA IERI E OGGI
Nella foto il pozzo a S.Trovaso

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Per secoli i pozzi sono stati un elemento essenziale della vita quotidiana dei veneziani. La loro abbondanza (si calcola che nei vari secoli abbiano superato il numero di seimila) si spiega con l’impellente necessità di approvvigionamento e di raccolta di acqua dolce.  La costruzione di un pozzo era alquanto complessa. Era necessario innanzitutto poter disporre di una superficie di raccolta sufficientemente ampia attorno al pozzo vero e proprio, verso la quale far convergere l’acqua piovana: per tale motivo i pozzi veneziani si trovano pressoché esclusivamente nei campi o nelle corti più ampie.L’acqua piovana veniva raccolta tramite due o quattro tombini in pietra d’Istria, detti “pilelle”, disposti in modo simmetrico rispetto alla canna del pozzo.

L’acqua piovana veniva convogliata dai tetti o da apposite piattaforme di raccolta , nei pozzi profondi scavati nel terreno; filtrata da strati di sabbia si manteneva qui pura e fresca. Un manto d’argilla, a imbuto, circondava il pozzo rendendolo impermeabile alle infiltrazioni d’acqua salmastra. La corretta costruzione dei pozzi era molto importante ed era affidata ad una ristretta confraternita detta dei Pozzeri , affiliata all’Arte dei Muratori.

pozzo_venezia        schema di un pozzo veneziano

I pozzi venivano aperti due volte il giorno: mattino e sera, al suono della «campana dei pozzi».
La parte sotterranea dei pozzi è sovrastata dalle così dette Vere da pozzo.
Questo è un termine tipicamente veneziano e con esso si definisce la costruzione lapidea sovrapposta alla canna del pozzo a protezione della sua apertura. All’inizio fu un elemento semplicissimo con funzioni di sola sicurezza e, col passare del tempo, divenne un ricco e pittoresco ornamento di piazze e cortili.

Il materiale piu’ usato per le Vere da pozzo fu la così detta Pietra d’Istria  che ebbe il predominio indiscusso  come materiale di costruzione a causa della sua eccezionale resistenza alla salsedine e soprattutto alla facilità di trasporto via mare fino a Venezia.
La Vera, nel corso dei secoli venne acquistando forme d’arte sempre più elaborate e complesse.

Nel 1882-84 venne costruito l’acquedotto pubblico e vennero installate le tubazioni. I pozzi iniziarono così a cadere in disuso.  Attualmente le Vere sono circa 600 e sono viste come semplice elemento ornamentale e bene artistico.

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